La Fortezza di Castrocaro

La Storia

Dopo oltre un decennio di lavori di restauro effettuati dall’Amministrazione Comunale, si è aperta nell’anno 2000 per la prima volta al pubblico la Fortezza di Castrocaro, affidata in gestione alla Pro Loco di Castrocaro. Pressoché sconosciuta al grande pubblico per la sua prolungata inagibilità, è invece considerata dagli esperti uno dei più significativi esempi di architettura fortificata composita, dove gli ampliamenti strutturali, succeduti nel tempo, si sono adattati alle esigenze belliche e alla morfologia del terreno.

Da circa un millennio il grande maniero, eretto sullo sperone roccioso che ne ha fatto un affascinante e originale soggetto panoramico, vigila sul sottostante paese. Integrata con il paesaggio la Fortezza pare completare il disegno e la fisionomia della rupe, con la quale è diventata un’unica entità. I colori e i materiali si sono legati tra loro; gli ampliamenti strutturali  succeduti nei secoli del medioevo e del rinascimento, hanno adattato le esigenze belliche alla morfologia del terreno. Ne è risultato un irripetibile connubio in cui l’architettura fortificata si è inscindibilmente legata all’ambiente circostante.

Unica nel suo genere, per tipologia e ampiezza, la Fortezza di Castrocaro è composta da tre distinte opere architettoniche e difensive: il Girone, la Rocca e gli Arsenali Medicei.

Il Girone costituisce la parte più antica della Fortezza, ed è caratterizzato dalla presenza del Mastio, l’imponente e ardita torre con pianta pentagonale, alta 32 metri, che risale a prima del Mille, quando in questa località erano i confini militari e politici tra Longobardi e Bizantini. La prima notizia documentata della sua esistenza risale al 961. Fanno parte del Girone anche il Corpo di Guardia, la Cortina sud, la Cortina nord, la Cortina est e la Corte Alta, con il cosiddetto “pozzo a rasoi”.

La Rocca non è altro che l’espansione due-trecentesca del Girone; comprende le Porte d’ingresso, il Cammino di Ronda, il Corpo di Guardia (protetto da un gigantesco portone corazzato), la Corte, nella quale si aprono tre grotte trogloditiche, il pozzo-cisterna con un rarissimo impianto di potabilizzazione dell’acqua meteorica, il Palazzo del Castellano. Nella parte alta della corte si trova il pittoresco ulivo del sec. XVII dal genoma estinto ed unico al mondo, la Chiesa di Santa Barbara, la Cortina nord, la Cortina est,  la Torre delle Segrete, con la panoramica “battagliera” e la Sala dei Tormenti. Nel Palazzo del Castellano (domus) è allestito il Museo Storico-archeologico, con armi, maioliche, dipinti, arredi e suppellettili del periodo medievale e rinascimentale.

Gli Arsenali Medicei, detti anche “cannoniere“, rappresentano una straordinaria novità (oggi si direbbe un prototipo) nel campo dell’architettura fortificata rinascimentale. Furono gli architetti militari fiorentini a sperimentare alcune geniali soluzioni innovative nella costruzione degli Arsenali Medicei, ideate per adeguare le strutture fortificate alle sempre più potenti artiglierie. Caratterizzata esternamente dall’enorme muraglia in cotto, la monumentale struttura fortificata si compone di tre vasti ambienti di incredibile altezza, con sale di oltre dodici metri di altezza, che paiono costruiti non per uomini ma per giganti. Nella terza sala è situato un grande e scenografico camino con altissima canna fumaria obliqua che sfrutta al meglio l’effetto “Venturi”.

Dopo oltre quattro secoli di abbandono, la Rocca e gli Arsenali medicei sono stati resi agibili e affidati in gestione alla ProLoco di Castrocaro, che ha reso visitabili il  Palazzo del Castellano, il Cortile delle Armi, la Corte, la Chiesa di Santa Barbara, la Torre delle Prigioni, le Grotte trogloditiche ed il cosiddetto “Balcone dell’Acquacheta” , dal quale si ammira un panorama mozzafiato che spazia fino al monte Falterona). Nelle belle sale del Palazzo del Castellano, fresche di calce, nel 2000 la Pro Loco ha quindi allestito il Museo Storico-archeologico dal titolo  L’AQUILA LE CHIAVI IL GIGLIO. ove sono esposte armi, maioliche, dipinti, arredi e suppellettili antiche. Nello stesso Palazzo la Proloco ha inoltre allestito l’Enoteca dei vini pregiati locali.  

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